mercoledì 18 aprile 2007

Twister

Lyrics & Music: Mariah Carey, James Harris III, Terry Lewis, James Wright

Traduzione: (Lei) era un po' fragile / e dovette lottare per molte cose / ma fondamentalmente si tenne / tutto dentro. Infantile ed effervescente / con un pozzo di dolore / la cui profondità non avrei potuto immaginare / se ci avessi provato. Non ho mai pensato che (io) / li avrei sentiti dire [che] / il tornado è venuto e si è portato via tutto. Era un po' magica / la sua risata ti faceva galleggiare / casualmente in un momento / di liberazione. Caro Dio, è tutto così tragico / e non avrò mai la possibilità / di sentire il senso di intimità / di cui ho bisogno ultimamente. No, non ho mai sognato / che sarebbe venuto il momento [in cui] / il turbine passerebbe e lascerebbe tutto alle spalle. Signore io prego che abbia trovato un po' di pace / e che la sua anima sia da qualche parte a proprio agio. Si mi sento un po' fragile / e ho molto da affrontare / ma credo che questo sia il mio modo / di dire arrivederci.

Sulla scia di Butterfly e di Looking In, ho deciso di parlare di un'altra bellissima (ma lo sono tutte!) poesia di Mariah, Twister, presa dall'album-colonna sonora Glitter. Nonostante appaia nel film per il personaggio di Billy, è innegabile lo stretto collegamento con la vita di Mariah; tuttavia, se le altre parlavano dei problemi nella vita matrimoniale, questo si riferisce ad un periodo più ampio. In particolare, Twister sembra la seconda versione di Looking In, perché presenta molti temi in comune e ne integra altri.
Anche in questa poesia troviamo la cosiddetta "dissociazione dell'io", ossia la divisione tra la Mariah interiore e quella esteriore (vd. Looking In). Il contrasto tra interiorità ed esteriorità è sottolineato in molti punti: nella prima strofa troviamo she kept it all inside (= si tenne tutto dentro) e nella seconda, invece, troviamo la contrapposizione tra l'effervescenza e il dolore. Come in Looking In, l'interiorità diventa il rifugio per eccellenza del dolore e, per antitesi, la parte esteriore è solo la "facciata" della felicità: fuori è effervescente, dentro, invece, prova un dolore incommensurabile. A questo punto è interessante il riferimento, nella quinta strofa, alla closure, la ricerca dell'intimità, di cui Mariah ha (disperatamente) bisogno. È impossibile non far rientrare nel discorso i media, perché rappresentano la vita delle star. La closure, a questo punto, rappresenta la fuga dai media, dalla celebrità, dall'avere tutti gli occhi puntati addosso, dall'apparenza, per rinchiudersi nel proprio mondo e affrontare tutte le difficoltà, le insicurezze. E una volta fatto, si potrà finalmente sentire la release, la liberazione, che Mariah, possiamo intuire, desidera alquanto ardentemente, poiché riappacificazione e unificazione dell'io.
La dissociazione dell'io si manifesta anche in un fattore, sottolineato anche in Looking In: il cambio tra terza e prima persona. Rispetto alla poesia precedente, tuttavia, in questa è più mescolato e, ad un certo punto, esplicito. Nella prima e nella quarta strofa, che sono simmetriche, si fa uso della terza persona; nella seconda, nella terza, nella quarta e nella quinta, invece, predomina la prima persona. Le altre due strofe rimanenti, invece, sono curiose. Nella penultima avviene l'interazione tra la prima e la terza persona, ossia tra l'interiorità e l'esteriorità, ed è la stessa Mariah, fondamentalmente, che prega di trovare la pace, come sottolineato precedentemente. Alla fine, il gioco è svelato nell'ultima strofa, dove Mariah si confessa, ammette che è lei ad essere fragile, è lei che ha dovuto affrontare molte difficoltà, e quindi è lei la fantomatica figura femminile, facendo avvenire, quindi, l'identificazione tra she e I.
Questo ci conduce direttamente al prossimo tema: la fragilità. Mariah ci è sempre sembrata forte, capace di ritornare dopo periodi bui, ma lei stessa ci dice che è fragile. E questa non è l'unica occasione, ma spesso nelle interviste, soprattutto nelle più recenti, ci ha detto che è insicura, pudica e, fondamentalmente, introversa. Ci vuole una forte personalità per essere estroversi, soprattutto per le star, che ad un minimo passo falso rischiano di cadere nel dimenticatoio. Se Mariah è fragile è sempre per lo stesso motivo, la dissociazione dell'io: se è fragile vuol dire che sente l'abisso tra il mondo del jet-set e la sua interiorità, quest'ultima la farebbe agire in un certo modo, l'apparire, invece, in un altro.
La fragilità rende Mariah un vero essere umano e la riporta con i piedi per terra, dato che è consapevole dei problemi che ha vissuto nella sua vita. Anche le difficoltà vengono citate in Twister: si parla infatti di grapple (= lottare per ottenere), tragic, handle (= avere a che fare). Mariah ha lottato per emergere come artista, per ottenere l'indipendenza dai vincoli matrimoniali e, successivamente alla stesura del testo, cosa che rende questa canzone sempre valida, il breakdown. Anche in questo caso si ritorna sempre alla ricerca della pace, della felicità, dalla liberazione dei problemi, in un mondo dove Mariah si senta at ease, a proprio agio, un mondo che non corrisponde affatto a quello di lustrini e paillettes.
Infine, e con questo siamo in dirittura d'arrivo, rimane solo la discussione del titolo: Twister. Il tornado rappresenta sempre Mariah (ma che egocentrica, eh?) e rappresenta il suo metodo di risoluzione dei problemi. Il tornado con grande forza si muove e spazza via tutto, il che, rapportato a Mariah, indica il grande dispendio di energia, la grande volontà, la passione che ha sempre mostrato nel produrre, cantare e anche risolvere i problemi. Non dimentichiamo che se adesso è famosa, è proprio per la grande determinazione dimostrata nel periodo pre-debutto, passato a scrivere canzoni e a registrare demo. E anche nei problemi della vita, è sempre riuscita a farsi forza per andare avanti.
Con questo concludo, e spero di avervi fatto capire la profondità di cui Mariah è capace, e chissà, magari di comprenderla un po' più a fondo. Ciao e alla prossima!

Looking In (martedi 06 marzo 2007)

Lyrics: Mariah Carey Music: Mariah Carey, Walter Afanasieff

Looking In non può essere definita una vera e propria canzone, in quanto è priva di ritornello o, più generalmente, di ripetizioni. Non per niente, a mio giudizio, sarebbe più appropriato chiamarla una poesia accompagnata da musica. Il testo, infatti, è stupendo e degno di tantissimi altri componimenti poetici.Ho scelto questo testo per continuare un po' sul percorso iniziato con Butterfly, ossia quello dell'introspezione, e potremmo dire che questo è ancora più forte, incisivo ed esplicito del precedente.
In questa poesia (sottolineiamo per benino!) si parla di una ragazza (girl), che Mariah descrive ampiamente nelle prime tre strofe. Nella prima racconta che la ragazza vive in un mondo d'oro (golden world), un mondo di ricchezza, felicità, agio, ma poi ci avverte che non c'è solo questo. Nella seconda strofa, infatti, leggiamo (o meglio, ascoltiamo) che la ragazza maschera la sua tristezza dietro ad un sorriso, sogna ciò che non potrà mai essere e si abbandona alle insicurezze.In seguito Mariah dichiara: hides herself inside of me, si nasconde dentro di me. Immediatamente continua invitando a non pensare che questa ragazza pensi che le sia tutto dovuto, ma poi si tradisce, si confonde con la ragazza, dicendo che lei è ben consapevole di ciò che ha, e ci invita a non pensare che lei sia disincantata e a capirla.
Mariah
conclude raccontandoci che le sembra di essere sempre stata un'osservatrice lontana, ma ora è pronta per soffrire (addirittura sanguinare), ma ciò non potrà mai portarle via il cuore e non potrà mai piegarla sulle ginocchia, poiché chi la vuol far soffrire non la conoscerà mai.Finalmente è finita la parte della parafrasi, ma era indispensabile per capire bene ciò che sarà trattato adesso. In Looking In, Mariah ci presenta quella che, detta con paroloni, è la "dissociazione dell'Io". In parole più semplici, la sua figura non è integra, "tutta d'un pezzo", ma è divisa in varie persone. Lo so, sembra una cosa da Psichiatria, ma tranquilli, la nostra beneamata non soffre di personalità multiple…
Fondamentalmente, Mariah ci vuole trasmettere il messaggio che lei, in realtà, nella sua coscienza, è diversa da quella che appare nei media. Questa è la dissociazione di Mariah: lei è quella che appare sui media ma è anche quella che ci viene descritta in questa poesia. Non è una, ma è più di una. Nella sua figura esteriore, ci può sembrare una persona felice, ricca, sensuale e a volte un po' "diva". In realtà Mimi era (stiamo parlando di un brano di Daydream del '95) triste, affranta, sola. Ci chiederemo quindi il perché. Beh, basta pensare al suo matrimonio che, sebbene sia terminato definitivamente nel '97, non era mai decollato. Le nozze con Tommy Mottola sembravano un golden world, ma in realtà si son rivelate essere tutt'altro. Ed ecco chi potremmo ritenere responsabile di aver provocato in Mariah delle insicurezze che, probabilmente, erano radicate fin da prima per l'infanzia problematica.
Se ripeschiamo alcune interviste dell'epoca, dovremmo ricordare che Mariah disse esplicitamente, a proposito del matrimonio, che lei, alla fine, aveva vissuto realmente solo nella sua veste esteriore, ossia girando video, facendo performance, e così via. Ed è probabilmente riferito a questo il guardare dall'esterno. Il distacco, la vita esteriore separata da quella interiore, sono stati probabilmente l'unico strumento di Mariah per andare avanti nonostante le avversità, che hanno approfittato della sua ingenuità (don't think that I'm disinchanted, ossia "non pensate che io sia disincantata").
In questa poesia Mariah ci fa capire che si sta riunendo alla sua parte interiore grazie ad un meraviglioso gioco di alternanza di persone. Si passa dalla terza persona (e quindi da un distacco dalla girl) fino alla prima persona, nel punto evidenziato in precedenza (don't sayaware).
A questo punto, nell'ultima strofa troviamo il chiaro proposito di superare le difficoltà a testa alta e di riunire le sue due "parti": con questa nuova determinazione, forza nessuno riuscirà mai a farla cadere, ad annientarla interiormente.
Che dire, questa canzone rappresenta una vera e propria rivoluzione per Mariah. Non a caso è la traccia che chiude Daydream, potremmo dire che si tratta di un encore. Infatti la chiusura quasi naturale potrebbe avvenire con il Daydream Interlude, ma poi - sorpresa! - c'è ancora questa perla.
Mimi non ha mai cantato live questa canzone, quasi certamente per la grande riservatezza del tema. Tuttavia, possiamo trovarne la versione strumentale in due momenti particolarmente importanti: come introduzione del Butterfly Tour e del Charmbracelet World Tour.
Ricordiamo un po' come si svolsero questi tour: il Butterfly Tour iniziava con un lampo, cui seguiva Looking In, un preludio di Butterfly e poi si iniziava con la scaletta. A questo punto risulta lampante la consequenzialità di Looking In e Butterfly, che mi sarebbe dovuta venire in mente subito, ma pazienza… In Looking In abbiamo l'"unione" della Mariah esterna e interna e in Butterfly abbiamo la rinascita, la libertà, la sublimazione di questo processo di pacificazione.
Nel Charmbracelet World Tour, invece, Looking In ha voluto rappresentare un memento per il pubblico: non dimentichiamo che Mariah aveva subito una sconfitta più o meno grave, ma con la forza interiore era riuscita ad alzarsi, non era stata piegata sulle ginocchia.Looking In è una canzone che fa riflettere, che, similmente a canzoni più famose, può aiutare molte persone a farsi forza e a superare ogni difficoltà, esattamente come è riuscita a fare Mimi.
Spero di non avervi annoiato troppo… in effetti mi sto stupendo da quanto son stato logorroico. Ciao Lambs, alla prossima puntata!

Butterfly (domenica 04 febbraio 2007)

Lyrics: M. Carey Music: M. Carey, W. Afanasieff

Butterfly è il secondo singolo estratto dall'omonimo album. Riguado questa canzone Mariah ha dichiarato: "Questa è sicuramente la più bella ballad che io abbia mai scritto". Non è solo la più bella dal punto di vista musicale, ma anche la più intima di tutte.Nel 1997 Mariah e il suo ex-marito, Tommy Mottola avevano richiesto il divorzio per le molte ragioni che noi Lambs conosciamo. Una di queste era la poca libertà di Mariah.Perché intitolare una canzone Butterfly, ovvero 'Farfalla'?Perché la farfalla evoca l'immagine della libertà. La farfalla, da crisalide, si libera del rivestimento per aprire le ali e volar via. Questo è il tema principale della canzone (ma potremmo chiamarla poesia) e Mariah lo richiama nel ritornello: "Apri le tue ali e preparati a volare, perché sei diventato/a una farfalla, vola liberamente fino al sole, se dovessi ritornare da me, veramente saremmo fatti per essere [insieme]…". È presente un riferimento anche nella seconda strofa: "Cavalli selvaggi [= non addomesticati] corrono liberi [letteralmente: non imbrigliati] o il loro spirito muore…"Tuttavia, ci sono anche altri aspetti caratteristici della farfalla che vengono messi in rilievo dalla canzone.Pensiamo alla bellezza. Chi non ha mai visto una di quelle bellissime farfalle con le ali colorate che si liberano leggere nelle giornate d'estate? Mariah, infatti, lo sottolinea, seppur fugacemente: "Ho capito che la bellezza deve fiorire nella luce…".Mariah sottolinea come tratto peculiare di una farfalla anche la delicatezza: "ciecamente ho immaginato che potessi tenerti sotto una campana di vetro…". Perché la farfalla è delicata? Oltre che per costituzione, anche per la sua vita brevissima (ci sono farfalle che vivono solo ventiquattro ore). Mariah era metaforicamente spaventata per la possibile morte di questa farfalla ("è facile soccombere alle paure più profonde dell'animo") ma poi ha capito che è inutile sprecarne la vita proteggendola e non facendole godere le gioie della vita. Infatti dice: "ora capisco che per trattenerti [= tenerti nel mio cuore] devo aprire le mie mani e vederti alzare" e anche "starò in piedi a dirti addio, perché non sarai mai mia finché non saprai cosa si prova a volare". Non si tratta comunque di un addio definitivo perché Mariah sente che "il tuo cuore ti ricondurrà da me quando sarai pronta ad atterrare".Abbiamo analizzato questa canzone sul piano più "superficiale". Poiché Mariah scrive sempre da sé le proprie canzoni, è interessante usare questo pezzo come chiave di lettura della vita di Mariah. Tutti conosciamo il cambio di look di Mariah dopo il divorzio, ma non ho nessuna intenzione di entrare nel merito! In ogni caso possiamo capire che Mariah si considerasse una sorta di "crisalide" nei suoi anni 1990-1995, e quindi spiega il suo cambiamento di immagine come la nascita di una farfalla.Mariah si è scritta una sorta di giustificazione, ha capito che la sua personale felicità e realizzazione passerà necessariamente nel "sentirsi bella", cosa che negli ultimi anni ha sempre sottolineato. Tuttavia comprende anche che il percorso di autoaffermazione sarà sicuramente pieno di difficoltà e dolore che dovrà superare a testa alta. Cosa che, fra l'altro, succede un po' a tutti.