lunedì 10 settembre 2007

My Saving Grace

Written by: Mariah Carey, Trevor Lawrence, Kenneth Crouch, Randy Jackson



Traduzione parafrasata
: Ho ancora molto da imparare/ma almeno so dove andare/nel momento del bisogno/fin tanto che/(so che tutto è possibile)/fin tanto che ci credo. Ho amato molto/ferito molto/sono bruciata [di passione] in molte occasioni della mia vita/speso anni preziosi stritolata dalla paura/senza una fine in vista/finché la grazia di Dio ha brillato su di me/finché la grazia di Dio non mi ha liberata. Dandomi pace/dandomi forza quando l'avevo/quasi persa tutta/tirandomi su ad ogni caduta/esisto ancora perché mi tieni al sicuro/ho trovato la mia grazia salvifica in te. Sì, mi sono fatta male/sono cresciuta confusa/sono stata povera/ho visto la vita da diversi punti di vista/sono stata etichettata/sono stata bianca e nera/mi sono sentita inferiore interiormente/finché la grazia di Dio non ha brillato su di me/finché la grazia di Dio non mi ha liberata. Dandomi pace/dandomi forza quando l'avevo/quasi persa tutta/tirandomi su ad ogni caduta/esisto ancora perché mi tieni al sicuro/ho trovato la mia grazia salvifica in te. E le cose così generose che fai/Signore ti ringrazio/per avermi messa in salvo. E dandomi pace/dandomi forza/dandomi forza quando l'avevo/quasi persa tutta/tirandomi su ad ogni caduta/esisto ancora perché mi tieni al sicuro/sempre la mia grazia salvifica/mi fa uscire dalle difficoltà/ho trovato la mia grazia in te. (Sì lo sei - sei tutto per me)/in te/(solo, solo te)/sì Signore/(solo te)/la mia grazia salvifica, Signore, sei/tu.

Cari Lambs!
le vacanze sono finte, ormai, ed è tempo di riprendere il lavoro! Questa volta vi propongo un'altra stupenda canzone della nostra poetessa preferita: Miss Mariah Carey. Si tratta di My Saving Grace, una delle tracce più personali e intime dell'album Charmbracelet, già di per sé molto sentito.
La prima cosa da fare per capire un testo è chiedersi: "cosa vuole trasmettere Mariah in questa canzone? Qual è il suo significato?". My Saving Grace è fondamentalmente un ringraziamento estremamente sentito al Signore per aver aiutato la nostra beneamata a superare tutte le difficoltà a cui è andata incontro (il periodo pre-contratto, il breakdown...).
Mariah in questa canzone sembra quasi voler fare un resoconto delle sue esperienze, resoconto che dà una struttura ben precisa alla canzone: prima c'è una strofa con una serie di verbi al present perfect: I've loved a lot, hurt a lot... e poi segue una strofa contenente il riconoscimento di una forza salvifica superiore, la saving grace, per l'appunto. Credo che non sia necessario soffermarsi su ogni singolo verso (sapete che noia, sennò!); tuttavia, ci sono alcuni punti notabili:
  • Spent precious years wrapped up in fears: questo è un passo veramente importante. Dal punto di vista lessicale notiamo l'importanza di termini quali precious e wrapped up. La prima parte del verso mostra una sorta di pentimento per aver sprecato degli anni preziosi, poiché stritolata dalla paura (non semplicemente per la paura, ma addirittura perché stritolata da essa) e quindi per non aver trovato il coraggio di reagire.
  • I've seen life from many sides: Mariah ha visto la vita da diversi punti di vista, e questo è importantissimo. Le sue umili origini, e il fatto di aver vissuto per quasi vent'anni lasciata spesso a se stessa, le permettono di non dimenticare mai che tutto ciò che ha non le è dovuto (vedi Looking In) ma se l'è guadagnato duramente, mostrando sempre una grande, grandissima gratitudine.
  • Been stigmatized [...] inferior inside: Mariah, per il suo essere meticcia (brrr che brutto termine) si è sempre sentita inferiore (su questo non mi dilungo molto) e qui lo dichiara esplicitamente.
In questa canzone Mariah non si sofferma solo sul suo passato, le sue esperienze, ma si riallaccia anche con il presente, esattamente nell'introduzione del testo (la prima strofa). La nostra beniamina lancia un monito: sono lungi dall'essere perfetta, poiché ho ancora molte cose da imparare. Tuttavia ha una guida, un punto di riferimento per tirare avanti nei momenti di difficoltà.
Da notare l'ultimo verso: just as long as I believe. Soffermiamoci sul believe, "credere". Ma credere a cosa? In Dio o in se stessi? Mariah può credere che la forza di volontà, la determinazione, la capacità di superare i momenti duri provenga da Dio, ma credere in Dio è arbitrario, e quindi che creda in Dio, o in una qualsiasi entità denominata in altro modo, potrà sempre credere di "potercela fare" e quindi, per concludere questo ragionamento arzigogolato, Mariah crede anche in se stessa. L'importante è crederci, per farla molto breve.
Un altro passo molto importante è presente nel bridge, e si tratta di for delivering me. La domanda è: "cosa intendeva Mariah per delivering?". La risposta non è semplice come guardare nel dizionario. Infatti ci sono due diversi significati che si adattano al contesto:
  • mettere in salvo: questa è la traduzione che ho inserito, perché la più congrua visto che si parla di grazia salvifica;
  • dare alla luce: non possiamo escluderla, dato che dopo aver parlato delle difficoltà e di come sono state superate, Mariah potrebbe voler mostrare gratitudine per aver avuto la possibilità di vivere e di non averla totalmente sprecata.
Anche in questa poesia troviamo dei temi tipici di Mariah: credere in se stessi, superare le difficoltà. Potreste obiettare che vi propongo testi sempre uguali, non avreste tutti i torti. Ma non si poteva negare la possibilità a questa canzone di non essere compresa meglio. Inoltre, il punto di vista espresso da questa canzone è diverso: Mariah non si trova più nel bel mezzo di situazioni critiche, come in Looking In o Butterfly ma ne è già uscita, e ci spiega come.
Cari Lambs, spero di non avervi annoiato troppo con questa spiegazione. A ritrovarci il prossimo mese (si spera!). Ciao!

mercoledì 13 giugno 2007

Rainbow Interlude

Lyrics: Mariah Carey, James Harris III, Terry Lewis

Cari lambs! Innazitutto, chiedo umilmente venia, in quanto ho trascurato troppo questo blog, causa impegni scolastici che potete bene immaginare. Adesso sono in partenza, quindi sono un po’ stretto di tempi.

Questa volta ho deciso di parlarvi di una vera e propria perla, che spesso passa inosservata o viene dimentica all’interno dell’immenso repertorio di Mariah: il Rainbow Interlude. Come ricorderete, questa poesia fa parte dell'album Rainbow e viene immediatamente dopo la traccia Petals, in un continuum perfetto. Mariah ha sottolineato, durante il suo Rainbow Tour, che il pezzo è una canzone incompleta, trasformata poi in interludio.

Se ricordate, avevo ipotizzato un percorso ideale tra Looking In e Butterfly, un percorso di pacificazione interna. Potremmo aggiungere alla serie anche questa poesia, e adesso vedremo perché.

Mariah inizia direttamente, dicendo che sa che c'è un arcobaleno, che deve seguire se vuole andare oltre la sua sofferenza (sorrow). La metafora dell'arcobaleno, anche se personalmente mi suona un po' classica, ha comunque il suo grande fascino. L'arcobaleno, con la sua moltitudine di colori, richiama la pace (non a caso è stato scelto per le bandiere con la scritta peace) e la tranquillità. Seguire l'arcobaleno diventa quindi seguire, o meglio inseguire, l'armonia interiore.

La poesia continua dicendo: il fulimine precede la luce del sole, e così starò bene se troverò il termine dell'arcobaleno. Potremmo quasi immaginare l'arcobaleno come un ponte, che collega il buio alla luce. Arrivare alla fine dell'arcobaleno significa passare alla sunlight, alla luce del sole, elemento ovviamente positivo. Possiamo vedere questa metafora anche dal punto di vista temporale. Quando ha fine (end) l'arcobaleno? Quando il temporale è cessato e il cielo ritorna limpido. Anche questa potrebbe essere un'interpretazione dei versi di Mariah.

L'ultima strofa ripete, sostanzialmente, quanto detto nei versi precedenti. Ma è proprio nella ripetizione che troviamo l'elemento-novità di questa poesia, il passo in avanti rispetto a Looking In e Butterfly. Mariah ripete a se stessa ciò che ha appena detto, come per rendersi più conscia e sicura di ciò che le aspetta.

Questo è il punto focale della poesia, il messaggio che Mariah vuole farci percepire: la determinazione. Bisogna avere determinazione, essere forti per poter andare avanti, trovare il termine dell'arcobaleno, metafora della felicità e della realizzazione della propria vita.

Potrà sembrare un messaggio ormai trito e ritrito, ma credo che sia molto interessante osservare i diversi modi in cui Mariah ci vuole comunicare un "comandamento" per lei fondamentale. Rainbow Interlude è quindi un capolavoro perché in soli undici versi, neanche tanto espliciti, troviamo un concentrato di canzoni quali, ad esempio, Make It Happen o Through The Rain.

Bye Lambs... alla prossima!

mercoledì 18 aprile 2007

Twister

Lyrics & Music: Mariah Carey, James Harris III, Terry Lewis, James Wright

Traduzione: (Lei) era un po' fragile / e dovette lottare per molte cose / ma fondamentalmente si tenne / tutto dentro. Infantile ed effervescente / con un pozzo di dolore / la cui profondità non avrei potuto immaginare / se ci avessi provato. Non ho mai pensato che (io) / li avrei sentiti dire [che] / il tornado è venuto e si è portato via tutto. Era un po' magica / la sua risata ti faceva galleggiare / casualmente in un momento / di liberazione. Caro Dio, è tutto così tragico / e non avrò mai la possibilità / di sentire il senso di intimità / di cui ho bisogno ultimamente. No, non ho mai sognato / che sarebbe venuto il momento [in cui] / il turbine passerebbe e lascerebbe tutto alle spalle. Signore io prego che abbia trovato un po' di pace / e che la sua anima sia da qualche parte a proprio agio. Si mi sento un po' fragile / e ho molto da affrontare / ma credo che questo sia il mio modo / di dire arrivederci.

Sulla scia di Butterfly e di Looking In, ho deciso di parlare di un'altra bellissima (ma lo sono tutte!) poesia di Mariah, Twister, presa dall'album-colonna sonora Glitter. Nonostante appaia nel film per il personaggio di Billy, è innegabile lo stretto collegamento con la vita di Mariah; tuttavia, se le altre parlavano dei problemi nella vita matrimoniale, questo si riferisce ad un periodo più ampio. In particolare, Twister sembra la seconda versione di Looking In, perché presenta molti temi in comune e ne integra altri.
Anche in questa poesia troviamo la cosiddetta "dissociazione dell'io", ossia la divisione tra la Mariah interiore e quella esteriore (vd. Looking In). Il contrasto tra interiorità ed esteriorità è sottolineato in molti punti: nella prima strofa troviamo she kept it all inside (= si tenne tutto dentro) e nella seconda, invece, troviamo la contrapposizione tra l'effervescenza e il dolore. Come in Looking In, l'interiorità diventa il rifugio per eccellenza del dolore e, per antitesi, la parte esteriore è solo la "facciata" della felicità: fuori è effervescente, dentro, invece, prova un dolore incommensurabile. A questo punto è interessante il riferimento, nella quinta strofa, alla closure, la ricerca dell'intimità, di cui Mariah ha (disperatamente) bisogno. È impossibile non far rientrare nel discorso i media, perché rappresentano la vita delle star. La closure, a questo punto, rappresenta la fuga dai media, dalla celebrità, dall'avere tutti gli occhi puntati addosso, dall'apparenza, per rinchiudersi nel proprio mondo e affrontare tutte le difficoltà, le insicurezze. E una volta fatto, si potrà finalmente sentire la release, la liberazione, che Mariah, possiamo intuire, desidera alquanto ardentemente, poiché riappacificazione e unificazione dell'io.
La dissociazione dell'io si manifesta anche in un fattore, sottolineato anche in Looking In: il cambio tra terza e prima persona. Rispetto alla poesia precedente, tuttavia, in questa è più mescolato e, ad un certo punto, esplicito. Nella prima e nella quarta strofa, che sono simmetriche, si fa uso della terza persona; nella seconda, nella terza, nella quarta e nella quinta, invece, predomina la prima persona. Le altre due strofe rimanenti, invece, sono curiose. Nella penultima avviene l'interazione tra la prima e la terza persona, ossia tra l'interiorità e l'esteriorità, ed è la stessa Mariah, fondamentalmente, che prega di trovare la pace, come sottolineato precedentemente. Alla fine, il gioco è svelato nell'ultima strofa, dove Mariah si confessa, ammette che è lei ad essere fragile, è lei che ha dovuto affrontare molte difficoltà, e quindi è lei la fantomatica figura femminile, facendo avvenire, quindi, l'identificazione tra she e I.
Questo ci conduce direttamente al prossimo tema: la fragilità. Mariah ci è sempre sembrata forte, capace di ritornare dopo periodi bui, ma lei stessa ci dice che è fragile. E questa non è l'unica occasione, ma spesso nelle interviste, soprattutto nelle più recenti, ci ha detto che è insicura, pudica e, fondamentalmente, introversa. Ci vuole una forte personalità per essere estroversi, soprattutto per le star, che ad un minimo passo falso rischiano di cadere nel dimenticatoio. Se Mariah è fragile è sempre per lo stesso motivo, la dissociazione dell'io: se è fragile vuol dire che sente l'abisso tra il mondo del jet-set e la sua interiorità, quest'ultima la farebbe agire in un certo modo, l'apparire, invece, in un altro.
La fragilità rende Mariah un vero essere umano e la riporta con i piedi per terra, dato che è consapevole dei problemi che ha vissuto nella sua vita. Anche le difficoltà vengono citate in Twister: si parla infatti di grapple (= lottare per ottenere), tragic, handle (= avere a che fare). Mariah ha lottato per emergere come artista, per ottenere l'indipendenza dai vincoli matrimoniali e, successivamente alla stesura del testo, cosa che rende questa canzone sempre valida, il breakdown. Anche in questo caso si ritorna sempre alla ricerca della pace, della felicità, dalla liberazione dei problemi, in un mondo dove Mariah si senta at ease, a proprio agio, un mondo che non corrisponde affatto a quello di lustrini e paillettes.
Infine, e con questo siamo in dirittura d'arrivo, rimane solo la discussione del titolo: Twister. Il tornado rappresenta sempre Mariah (ma che egocentrica, eh?) e rappresenta il suo metodo di risoluzione dei problemi. Il tornado con grande forza si muove e spazza via tutto, il che, rapportato a Mariah, indica il grande dispendio di energia, la grande volontà, la passione che ha sempre mostrato nel produrre, cantare e anche risolvere i problemi. Non dimentichiamo che se adesso è famosa, è proprio per la grande determinazione dimostrata nel periodo pre-debutto, passato a scrivere canzoni e a registrare demo. E anche nei problemi della vita, è sempre riuscita a farsi forza per andare avanti.
Con questo concludo, e spero di avervi fatto capire la profondità di cui Mariah è capace, e chissà, magari di comprenderla un po' più a fondo. Ciao e alla prossima!

Looking In (martedi 06 marzo 2007)

Lyrics: Mariah Carey Music: Mariah Carey, Walter Afanasieff

Looking In non può essere definita una vera e propria canzone, in quanto è priva di ritornello o, più generalmente, di ripetizioni. Non per niente, a mio giudizio, sarebbe più appropriato chiamarla una poesia accompagnata da musica. Il testo, infatti, è stupendo e degno di tantissimi altri componimenti poetici.Ho scelto questo testo per continuare un po' sul percorso iniziato con Butterfly, ossia quello dell'introspezione, e potremmo dire che questo è ancora più forte, incisivo ed esplicito del precedente.
In questa poesia (sottolineiamo per benino!) si parla di una ragazza (girl), che Mariah descrive ampiamente nelle prime tre strofe. Nella prima racconta che la ragazza vive in un mondo d'oro (golden world), un mondo di ricchezza, felicità, agio, ma poi ci avverte che non c'è solo questo. Nella seconda strofa, infatti, leggiamo (o meglio, ascoltiamo) che la ragazza maschera la sua tristezza dietro ad un sorriso, sogna ciò che non potrà mai essere e si abbandona alle insicurezze.In seguito Mariah dichiara: hides herself inside of me, si nasconde dentro di me. Immediatamente continua invitando a non pensare che questa ragazza pensi che le sia tutto dovuto, ma poi si tradisce, si confonde con la ragazza, dicendo che lei è ben consapevole di ciò che ha, e ci invita a non pensare che lei sia disincantata e a capirla.
Mariah
conclude raccontandoci che le sembra di essere sempre stata un'osservatrice lontana, ma ora è pronta per soffrire (addirittura sanguinare), ma ciò non potrà mai portarle via il cuore e non potrà mai piegarla sulle ginocchia, poiché chi la vuol far soffrire non la conoscerà mai.Finalmente è finita la parte della parafrasi, ma era indispensabile per capire bene ciò che sarà trattato adesso. In Looking In, Mariah ci presenta quella che, detta con paroloni, è la "dissociazione dell'Io". In parole più semplici, la sua figura non è integra, "tutta d'un pezzo", ma è divisa in varie persone. Lo so, sembra una cosa da Psichiatria, ma tranquilli, la nostra beneamata non soffre di personalità multiple…
Fondamentalmente, Mariah ci vuole trasmettere il messaggio che lei, in realtà, nella sua coscienza, è diversa da quella che appare nei media. Questa è la dissociazione di Mariah: lei è quella che appare sui media ma è anche quella che ci viene descritta in questa poesia. Non è una, ma è più di una. Nella sua figura esteriore, ci può sembrare una persona felice, ricca, sensuale e a volte un po' "diva". In realtà Mimi era (stiamo parlando di un brano di Daydream del '95) triste, affranta, sola. Ci chiederemo quindi il perché. Beh, basta pensare al suo matrimonio che, sebbene sia terminato definitivamente nel '97, non era mai decollato. Le nozze con Tommy Mottola sembravano un golden world, ma in realtà si son rivelate essere tutt'altro. Ed ecco chi potremmo ritenere responsabile di aver provocato in Mariah delle insicurezze che, probabilmente, erano radicate fin da prima per l'infanzia problematica.
Se ripeschiamo alcune interviste dell'epoca, dovremmo ricordare che Mariah disse esplicitamente, a proposito del matrimonio, che lei, alla fine, aveva vissuto realmente solo nella sua veste esteriore, ossia girando video, facendo performance, e così via. Ed è probabilmente riferito a questo il guardare dall'esterno. Il distacco, la vita esteriore separata da quella interiore, sono stati probabilmente l'unico strumento di Mariah per andare avanti nonostante le avversità, che hanno approfittato della sua ingenuità (don't think that I'm disinchanted, ossia "non pensate che io sia disincantata").
In questa poesia Mariah ci fa capire che si sta riunendo alla sua parte interiore grazie ad un meraviglioso gioco di alternanza di persone. Si passa dalla terza persona (e quindi da un distacco dalla girl) fino alla prima persona, nel punto evidenziato in precedenza (don't sayaware).
A questo punto, nell'ultima strofa troviamo il chiaro proposito di superare le difficoltà a testa alta e di riunire le sue due "parti": con questa nuova determinazione, forza nessuno riuscirà mai a farla cadere, ad annientarla interiormente.
Che dire, questa canzone rappresenta una vera e propria rivoluzione per Mariah. Non a caso è la traccia che chiude Daydream, potremmo dire che si tratta di un encore. Infatti la chiusura quasi naturale potrebbe avvenire con il Daydream Interlude, ma poi - sorpresa! - c'è ancora questa perla.
Mimi non ha mai cantato live questa canzone, quasi certamente per la grande riservatezza del tema. Tuttavia, possiamo trovarne la versione strumentale in due momenti particolarmente importanti: come introduzione del Butterfly Tour e del Charmbracelet World Tour.
Ricordiamo un po' come si svolsero questi tour: il Butterfly Tour iniziava con un lampo, cui seguiva Looking In, un preludio di Butterfly e poi si iniziava con la scaletta. A questo punto risulta lampante la consequenzialità di Looking In e Butterfly, che mi sarebbe dovuta venire in mente subito, ma pazienza… In Looking In abbiamo l'"unione" della Mariah esterna e interna e in Butterfly abbiamo la rinascita, la libertà, la sublimazione di questo processo di pacificazione.
Nel Charmbracelet World Tour, invece, Looking In ha voluto rappresentare un memento per il pubblico: non dimentichiamo che Mariah aveva subito una sconfitta più o meno grave, ma con la forza interiore era riuscita ad alzarsi, non era stata piegata sulle ginocchia.Looking In è una canzone che fa riflettere, che, similmente a canzoni più famose, può aiutare molte persone a farsi forza e a superare ogni difficoltà, esattamente come è riuscita a fare Mimi.
Spero di non avervi annoiato troppo… in effetti mi sto stupendo da quanto son stato logorroico. Ciao Lambs, alla prossima puntata!

Butterfly (domenica 04 febbraio 2007)

Lyrics: M. Carey Music: M. Carey, W. Afanasieff

Butterfly è il secondo singolo estratto dall'omonimo album. Riguado questa canzone Mariah ha dichiarato: "Questa è sicuramente la più bella ballad che io abbia mai scritto". Non è solo la più bella dal punto di vista musicale, ma anche la più intima di tutte.Nel 1997 Mariah e il suo ex-marito, Tommy Mottola avevano richiesto il divorzio per le molte ragioni che noi Lambs conosciamo. Una di queste era la poca libertà di Mariah.Perché intitolare una canzone Butterfly, ovvero 'Farfalla'?Perché la farfalla evoca l'immagine della libertà. La farfalla, da crisalide, si libera del rivestimento per aprire le ali e volar via. Questo è il tema principale della canzone (ma potremmo chiamarla poesia) e Mariah lo richiama nel ritornello: "Apri le tue ali e preparati a volare, perché sei diventato/a una farfalla, vola liberamente fino al sole, se dovessi ritornare da me, veramente saremmo fatti per essere [insieme]…". È presente un riferimento anche nella seconda strofa: "Cavalli selvaggi [= non addomesticati] corrono liberi [letteralmente: non imbrigliati] o il loro spirito muore…"Tuttavia, ci sono anche altri aspetti caratteristici della farfalla che vengono messi in rilievo dalla canzone.Pensiamo alla bellezza. Chi non ha mai visto una di quelle bellissime farfalle con le ali colorate che si liberano leggere nelle giornate d'estate? Mariah, infatti, lo sottolinea, seppur fugacemente: "Ho capito che la bellezza deve fiorire nella luce…".Mariah sottolinea come tratto peculiare di una farfalla anche la delicatezza: "ciecamente ho immaginato che potessi tenerti sotto una campana di vetro…". Perché la farfalla è delicata? Oltre che per costituzione, anche per la sua vita brevissima (ci sono farfalle che vivono solo ventiquattro ore). Mariah era metaforicamente spaventata per la possibile morte di questa farfalla ("è facile soccombere alle paure più profonde dell'animo") ma poi ha capito che è inutile sprecarne la vita proteggendola e non facendole godere le gioie della vita. Infatti dice: "ora capisco che per trattenerti [= tenerti nel mio cuore] devo aprire le mie mani e vederti alzare" e anche "starò in piedi a dirti addio, perché non sarai mai mia finché non saprai cosa si prova a volare". Non si tratta comunque di un addio definitivo perché Mariah sente che "il tuo cuore ti ricondurrà da me quando sarai pronta ad atterrare".Abbiamo analizzato questa canzone sul piano più "superficiale". Poiché Mariah scrive sempre da sé le proprie canzoni, è interessante usare questo pezzo come chiave di lettura della vita di Mariah. Tutti conosciamo il cambio di look di Mariah dopo il divorzio, ma non ho nessuna intenzione di entrare nel merito! In ogni caso possiamo capire che Mariah si considerasse una sorta di "crisalide" nei suoi anni 1990-1995, e quindi spiega il suo cambiamento di immagine come la nascita di una farfalla.Mariah si è scritta una sorta di giustificazione, ha capito che la sua personale felicità e realizzazione passerà necessariamente nel "sentirsi bella", cosa che negli ultimi anni ha sempre sottolineato. Tuttavia comprende anche che il percorso di autoaffermazione sarà sicuramente pieno di difficoltà e dolore che dovrà superare a testa alta. Cosa che, fra l'altro, succede un po' a tutti.