mercoledì 18 aprile 2007

Looking In (martedi 06 marzo 2007)

Lyrics: Mariah Carey Music: Mariah Carey, Walter Afanasieff

Looking In non può essere definita una vera e propria canzone, in quanto è priva di ritornello o, più generalmente, di ripetizioni. Non per niente, a mio giudizio, sarebbe più appropriato chiamarla una poesia accompagnata da musica. Il testo, infatti, è stupendo e degno di tantissimi altri componimenti poetici.Ho scelto questo testo per continuare un po' sul percorso iniziato con Butterfly, ossia quello dell'introspezione, e potremmo dire che questo è ancora più forte, incisivo ed esplicito del precedente.
In questa poesia (sottolineiamo per benino!) si parla di una ragazza (girl), che Mariah descrive ampiamente nelle prime tre strofe. Nella prima racconta che la ragazza vive in un mondo d'oro (golden world), un mondo di ricchezza, felicità, agio, ma poi ci avverte che non c'è solo questo. Nella seconda strofa, infatti, leggiamo (o meglio, ascoltiamo) che la ragazza maschera la sua tristezza dietro ad un sorriso, sogna ciò che non potrà mai essere e si abbandona alle insicurezze.In seguito Mariah dichiara: hides herself inside of me, si nasconde dentro di me. Immediatamente continua invitando a non pensare che questa ragazza pensi che le sia tutto dovuto, ma poi si tradisce, si confonde con la ragazza, dicendo che lei è ben consapevole di ciò che ha, e ci invita a non pensare che lei sia disincantata e a capirla.
Mariah
conclude raccontandoci che le sembra di essere sempre stata un'osservatrice lontana, ma ora è pronta per soffrire (addirittura sanguinare), ma ciò non potrà mai portarle via il cuore e non potrà mai piegarla sulle ginocchia, poiché chi la vuol far soffrire non la conoscerà mai.Finalmente è finita la parte della parafrasi, ma era indispensabile per capire bene ciò che sarà trattato adesso. In Looking In, Mariah ci presenta quella che, detta con paroloni, è la "dissociazione dell'Io". In parole più semplici, la sua figura non è integra, "tutta d'un pezzo", ma è divisa in varie persone. Lo so, sembra una cosa da Psichiatria, ma tranquilli, la nostra beneamata non soffre di personalità multiple…
Fondamentalmente, Mariah ci vuole trasmettere il messaggio che lei, in realtà, nella sua coscienza, è diversa da quella che appare nei media. Questa è la dissociazione di Mariah: lei è quella che appare sui media ma è anche quella che ci viene descritta in questa poesia. Non è una, ma è più di una. Nella sua figura esteriore, ci può sembrare una persona felice, ricca, sensuale e a volte un po' "diva". In realtà Mimi era (stiamo parlando di un brano di Daydream del '95) triste, affranta, sola. Ci chiederemo quindi il perché. Beh, basta pensare al suo matrimonio che, sebbene sia terminato definitivamente nel '97, non era mai decollato. Le nozze con Tommy Mottola sembravano un golden world, ma in realtà si son rivelate essere tutt'altro. Ed ecco chi potremmo ritenere responsabile di aver provocato in Mariah delle insicurezze che, probabilmente, erano radicate fin da prima per l'infanzia problematica.
Se ripeschiamo alcune interviste dell'epoca, dovremmo ricordare che Mariah disse esplicitamente, a proposito del matrimonio, che lei, alla fine, aveva vissuto realmente solo nella sua veste esteriore, ossia girando video, facendo performance, e così via. Ed è probabilmente riferito a questo il guardare dall'esterno. Il distacco, la vita esteriore separata da quella interiore, sono stati probabilmente l'unico strumento di Mariah per andare avanti nonostante le avversità, che hanno approfittato della sua ingenuità (don't think that I'm disinchanted, ossia "non pensate che io sia disincantata").
In questa poesia Mariah ci fa capire che si sta riunendo alla sua parte interiore grazie ad un meraviglioso gioco di alternanza di persone. Si passa dalla terza persona (e quindi da un distacco dalla girl) fino alla prima persona, nel punto evidenziato in precedenza (don't sayaware).
A questo punto, nell'ultima strofa troviamo il chiaro proposito di superare le difficoltà a testa alta e di riunire le sue due "parti": con questa nuova determinazione, forza nessuno riuscirà mai a farla cadere, ad annientarla interiormente.
Che dire, questa canzone rappresenta una vera e propria rivoluzione per Mariah. Non a caso è la traccia che chiude Daydream, potremmo dire che si tratta di un encore. Infatti la chiusura quasi naturale potrebbe avvenire con il Daydream Interlude, ma poi - sorpresa! - c'è ancora questa perla.
Mimi non ha mai cantato live questa canzone, quasi certamente per la grande riservatezza del tema. Tuttavia, possiamo trovarne la versione strumentale in due momenti particolarmente importanti: come introduzione del Butterfly Tour e del Charmbracelet World Tour.
Ricordiamo un po' come si svolsero questi tour: il Butterfly Tour iniziava con un lampo, cui seguiva Looking In, un preludio di Butterfly e poi si iniziava con la scaletta. A questo punto risulta lampante la consequenzialità di Looking In e Butterfly, che mi sarebbe dovuta venire in mente subito, ma pazienza… In Looking In abbiamo l'"unione" della Mariah esterna e interna e in Butterfly abbiamo la rinascita, la libertà, la sublimazione di questo processo di pacificazione.
Nel Charmbracelet World Tour, invece, Looking In ha voluto rappresentare un memento per il pubblico: non dimentichiamo che Mariah aveva subito una sconfitta più o meno grave, ma con la forza interiore era riuscita ad alzarsi, non era stata piegata sulle ginocchia.Looking In è una canzone che fa riflettere, che, similmente a canzoni più famose, può aiutare molte persone a farsi forza e a superare ogni difficoltà, esattamente come è riuscita a fare Mimi.
Spero di non avervi annoiato troppo… in effetti mi sto stupendo da quanto son stato logorroico. Ciao Lambs, alla prossima puntata!

1 commenti:

Fede ha detto...

Una delle mie canzoni preferite assolutamente. Adoro le parole, adoro la musica e adoro il modo così commovente e romantico in cui la interpreta.